Riaprono le iscrizioni ai nidi d’infanzia e intanto l’Unione dei Comuni pensa al futuro e all’idea di trasformare la criticità del momento in un’opportunità educativa per la vallata.

L’Unione dei Comuni Montani del Casentino ha annunciato l’apertura delle iscrizioni ai nidi d’infanzia di Castel San Niccolò, Ortignano Raggiolo, Poppi, sezione distaccata di Corezzo e polo 0-6 di Chitignano. Il bando che prenderà il via il 22 giugno e si chiuderà il 22 luglio si rivolge a tutti i bambini che il primo settembre 2020 abbiano un’età compresa tra i 12 e i 36 mesi. Se il numero delle domande dovesse superare quella dei posti liberi, sarà redatta una graduatoria che a causa della situazione di incertezza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro paese, potrebbe subire modifiche. Ad oggi infatti non ci sono indicazioni precide sulle modalità di ripresa delle attività scolastiche. Le domande di iscrizione devono essere compilate su un apposito modulo disponibile negli uffici scolastici dei comuni di Castel San Niccolò, Ortignano, Poppi, Chiusi della Verna e Chitignano e in quelli dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino. Il modulo può essere scaricato anche dai siti internet dei suddetti enti e dovrà essere consegnato entro il 22 luglio all’ufficio Protocollo degli stessi comuni. Intanto sono in corso tavoli tecnici per affrontare il tema della riapertura dei servizi educativi e di prima infanzia a settembre 2020. Da una lato è infatti necessario verificare se vi sono i requisiti strutturali ed organizzativi richiesti dalla normativa, dall’altro, questa criticità potrebbe trasformarsi in opportunità.

“Stiamo lavorando per ripartire a settembre in sicurezza, dopo un lungo stop dei servizi educativi – ha dichiarato il presidente dell’Unione Lorenzo Remo Ricci – ci sono varie possibilità sul tavolo e nell’attesa che ci arrivino indicazioni dal governo, il servizio educativo gestito dall’Unione per la ripartenza, sta valutando diversi percorsi da intraprendere, anche legatI alla Strategia delle Aree Interne”.

L’idea infatti è quella di utilizzare le risorse a disposizione della Strategia per qualificare il nuovo approccio pedagogico e la nuova didattica “out door”. Si discute infatti sulla possibilità di trasformare boschi, giardini, parchi pubblici e cortili in luoghi, aule a cielo aperto per i bambini. Un metodo didattico che negli ultimi anni ha raccolto moltissime adesioni da nord e sud del paese e che mette d’accordo proprio insegnanti e genitori. L’Outdoor Education, che rivoluziona il tradizionale modo di concepire la didattica e il rapporto tra bambini e ambiente naturale, senza perdere di vista le discipline e le esperienze educative indispensabili alla formazione, potrebbe diventare una possibilità anche per la vallata casentinese.

“La vicenda che abbiamo attraversato costituisce un vero e proprio breaking point anche nel settore dell’educazione ed istruzione – ha dichiarato Eleonora Ducci Presidente della Conferenza per l’Educazione e Istruzione della Zona Casentino – Come conferenza dell’istruzione e coordinamento pedagogico di vallata stiamo già affrontando e valutando le opportunità offerte da modalità innovative di usare gli spazi ed il tema della outdoor education, certi che per il Casentino questa possa essere non una criticità ma una bella opportunità”.