La Giustizia da ragione alla vigilessa aggredita nel 2013 a Stia: condannati a sei mesi di reclusione gli aggressori.

Il fatto risale a 6 anni fa quando durante la contestazione di un divieto di sosta davanti ad un market, la vigilessa che fa parte del Corpo di Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino e che era in servizio con un collega, venne prima avvicinata e poi strattonata per il colletto della divisa, spinta e aggredita verbalmente con frasi offensive, per poi subire un calcio alla gamba. Una versione smentita dagli aggressori che hanno invece sempre sostenuto di essere stati loro stessi vittime dell’atteggiamento intimidatorio dell’agente. Nei giorni scorsi è finalmente arrivata la sentenza che ha messo la parola fine alle indagini, con un patteggiamento degli aggressori a 6 mesi di reclusione ciascuno per violenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. “Come responsabile del servizio di Polizia Municipale sono soddisfatto di quanto emerso dalla sentenza, non tanto per la pena inflitta, ma per il riconoscimento e la ricostruzione dei fatti che hanno dato ragione agli agenti coinvolti eliminando ogni dubbio su omissioni e false dichiarazioni – ha commentato il Comandante del Corpo di Polizia Municipale  Marco Tognarini – l’esattezza della fase istruttoria e della ricostruzione dei fatti, hanno permesso al Giudice di definire corretta la qualificazione del fatto e di procedere a concordare l’applicazione della pena con il Pubblico Ministero accogliendo la richiesta degli imputati presentata tramite il loro legale”. I due agenti di polizia quindi, secondo la giustizia italiana, hanno svolto il loro dovere subendo un’aggressione che è sarà punita dalla legge. La sentenza infatti non lascia alcun dubbio sulla correttezza del comportamento della vigilessa e sulla veridicità delle sue dichiarazioni. “Il fatto che molte persone si rivolgono a noi con fiducia, vedendo molto spesso così risolti i loro piccoli e grandi problemi quotidiani, ci danno la soddisfazione e lo stimolo per continuare con impegno nel nostro lavoro, dimenticando i commenti e le false affermazioni di chi non comprende a pieno il nostro mestiere e si lascia condizionare da errati luoghi comuni” ha concluso il Comandante.