E’ stata inaugurata al castello dei Conti Guidi di Poppi, la mostra “Dalla selva oscura alla diritta via…” che raccoglie le ultime opere di Romano Dini dedicate alla Divina Commedia. Lo scultore toscano dopo numerosi successi nazionali ed internazionali, arriva così anche in Casentino con una bellissima mostra che rimarrà visitabile fino al 25 aprile all’interno dello stesso castello che ospitò Dante.

L’inaugurazione, celebrata ieri mattina nelle ex scuderie del castello, è stata seguita nel pomeriggio dalla proiezione del DocuFilm “DANTE L’ESILIO DI UN POETA” (Produzione Società Dante Alighieri). Il film è stato selezionato all’Italian Contemporary Film Festival e quindi proiettato in Canada in lingua originale per la settimana dedicata all’Italia ed è vincitore di diversi premi. E’ stato girato al castello anche in occasione della rievocazione della battaglia di Campaldino 2021, a Camaldoli e all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi.

“Ospitiamo con soddisfazione la mostra del Maestro Dini che abbiamo inaugurato il giorno dedicato alla genialità di Dante Alighieri – ha dichiarato il sindaco di Poppi Carlo Toni – Dini ha saputo raccontare in un immaginario che poi infondo tanto immaginario non è, gli umani vizi e le umane virtù attraverso quel cammino che tutta l’umanità dovrebbe percorrere per arrivare al bene, fine ultimo, così magnificamente rappresentato dall’ultima terzina di quella straordinaria opera che è la Divina Commedia. In fondo il titolo della mostra non poteva che essere così azzeccato ai tempi in cui viviamo, purtroppo non solo i tragici momenti dovuti alla pandemia da COVID-19 ma soprattutto i drammatici avvenimenti di questi giorni che hanno visto ancora la drammaticità e la malvagità della guerra Russo/Ucraina,  ci riconduce  nella selva oscura della mente con pensieri di distruzione terrore  ferocia, ed è propri così, riaffiora la belva umana che ha smarrito la dritta via. Ancora il libero arbitrio diventa e continua ad essere crudele e tremendo strumento di morte. E’ il vuoto della ragione che annienta ogni sentimento ma che non possiamo e non dobbiamo accettare ma contrastare in ogni modo contrapponendo con forza e determinazione l’armonia del Creato al sordo rumore dell’odio, e la Cultura  dell’ Arte  e della Bellezza in tutte le loro forme che vivono nell’animo degli spiriti nobili ne sia un ragionevole necessario indispensabile motivo. E’ in questa prospettiva che ospitiamo volentieri la mostra del Maestro Romano Dini e per questo lo ringraziamo”.

 “Il padre della lingua italiana conobbe approfonditamente la valle del Casentino – ha dichiarato Marco Seri assessore alle associazioni e promozione del territorio nel comune di Poppi – il suo viaggio iniziò dalla Piana di Campaldino, luogo in cui l’11 giugno del 1289 si combatté l’omonima battaglia tra i guelfi fiorentini e i ghibellini di Arezzo. Tra le fila vi era un giovane Dante Alighieri nel ruolo di feditore, che portò la sua Firenze alla vittoria; nel 1310 fu ospite dei Conti Guidi nella residenza del Castello di Poppi. Pertanto, nel settecentenario della morte del sommo poeta la scorsa estate Poppi non poteva che essere una delle protagoniste delle tappe del docufilm – ha continuato Seri – un’occasione di promozione per Poppi che accolse il Dante esule! Un grazie al regista Fabrizio Bancale ed ai suoi collaboratori ed attori come Alfonso Desentre, Essere Zaccarini tra gli altri. È stato un piacere accompagnarli tra le bellezze del borgo di Poppi e di Camaldoli”.

 “Abbiamo inaugurato la mostra dello scultore Romano Dini protagonista di numerose esposizioni a livello regionale e nazionale, in occasione del Dantedì, 25 marzo giorno istituito dal Ministero della cultura in occasione delle celebrazioni per il settecentenario della morte del Sommo Poeta – ha dichiarato l’assessore alla cultura nel comune di Poppi Silvia Vezzosi – Dante ricambiò l’accoglienza mantenendo sempre viva la memoria del Casentino nella Commedia, diventando un vero e proprio genius loci della vallata, proprio mentre in patria veniva condannato a morte addirittura in contumacia.  Un coraggioso modo, quello di Romano Dini, di interpretare e dare forma al messaggio del Sommo Poeta contenuto all’interno della “Divina Commedia” attraverso un viaggio tra le sue terracotte che diventano materia viva plasmata per dare attualità alla storia e vita ai sentimenti. “

 

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